Santa Lucia
12 dic 2011 12 commenti
in arricchimento fotografico e/o videografico, vita quotidiana
Mi appello, anche in questo caso, all’aiuto delle mantovane che bazzicano questo blog, sono sicura capiranno.
Quando ero bambina i regali non li portava Babbo Natale ma Santa Lucia. Santa Lucia gira la notte tra il 12 e il 13 dicembre assieme al suo asinello, lei, poverina, è cieca e tradizione vuole che scampanellando vagabondi con in mano un piattino con sopra i suoi occhi. A noi ci piacciono le Sante un po’ macabre. Babbo Natale non lo si cagava proprio. Natale era una festa da grandi, l’occasione per scambiarsi i cesti tra professionisti e per mangiare tanto in famiglia. Va da sé che io abbia molti ricordi legati alla notte prossima ventura e ben pochi legati al pasciuto Claus che beve la Coca Cola.
Intanto la sera del 12 si mettevano fuori cibarie per la Santa e l’asinello: latte e biscotti per lei, biada e secchio d’acqua per lui. Al mattino era tutto andato, si erano spazzolati tutto. E poi qualche settimana prima si scriveva la letterina, Santa Lucia abita in Via del Cielo, il numero non me lo ricordo, comunque non penso che in Via del Cielo girino tante persone con un piattino con sopra i loro occhi. I genitori più vanitosi mandavano la lettera alla Gazzetta di Mantova che si premurava di pubblicarla, tradizione che, scopro con un po’ di sgomento, non c’è più, si è persa, penso proprio da quest’anno, fino all’anno scorso c’erano le letterine con la foto di chi le aveva scritte. Peccato. Per quanto io mal sopporti i fanciulli quelle due pagine mi mancheranno. Al mattino quasi sempre, quasi sempre, si trovava quanto si era richiesto nella lettera, perché, quasi sempre, Santa Lucia era una santa buona che esaudiva i desideri. (nella foto qua a fianco: il sacco che campeggiava stasera davanti al negozio di animali dove vado di solito, ovviamente l’interesse è rivolto solamente all’asinello; nella foto qua sotto: menu completo, per Santa e animale)
Quasi sempre perché io ho ancora dei desideri lungamente espressi che, ahimè, non si sono mai avverati. Intanto, per amore di onestà devo dirlo, non ho mai avuto una grande lungimiranza per ciò che concerne i regali richiesti alla Santa. Sin da bambina l’acume non era una dote che portavo orgoglioNamente in serbo. In particolare ricordo due cose che, inspiegabilmente, volevo moltissimo, due cose che si sono rivelate le più inutili mai acquistate (dopo la ciclocamera, ça va sans dire): una specie di sacco a pelo di Topo Gigio da usare sopra il letto e il Game Boy giallo. Il primo (nome tecnico: Pelosone) ho tentato di usarlo qualche volta, ma provateci voi a dormire appoggiando la vostra testa su quella di Topo Gigio, dura come il marmo e davvero molto distante anche solo dall’idea di cuscino. Il secondo di per sé non era un brutto regalo, il problema è che non potevo permettermi di mantenerlo perché i giochi costavano troppo. Per cui ho giocato per due anni al Game Boy solo con Donkey Kong e Bugs Bunny. Peraltro quel coso era davvero un mattone, un’arma contundente nelle mani di una bambina che a 8 anni ha involontariamente fatto sì che si rompesse il braccio di una cioppina più piccola (io l’ho solo spinta, se lei si è appoggiata male e se inavvertitamente il braccio ha fatto crac non è stata del tutto colpa mia). Il giorno dopo, a scuola, si facevano i confronti tra i regali. Fortunatamente ero in una classe abbastanza omogenea, non c’era nessuno troppo povero e nessuno troppo ricco, per cui grandi disparità non ce ne sono mai state.
Il regalo che non ho mai ricevuto è stata la casa di Barbie con la piscina. Io volevo davvero la casa di Barbie con la piscina. A Cerese di Virgilio c’era (c’è ancora) il Toys Center, paradisiaco grande magazzino dedicato al giocattolo. Un’ispezione pre-santalùsia era d’obbligo, così almeno la Santa avrebbe saputo dove prendere quello che volevo. I miei genitori insistevano veementemente “Margherita Dolcevita, che ne dici di un bel gioco di società? O di una bella scatola di Lego? O del Sapientino? O della valigetta computer che traduce 50 parole in inglese? O di un bel puzzle?”. La mia risposta era sempre “NO IO VOGLIO LA CASA DI BARBIE CON LA PISSSSINA E IL TRAMPOLINO”. Mi è mai stata recapitata la casa di Barbie con la piscina? No, mai. Parliamone. Traumi infantili? Eccomi, presente. In compenso avevo due Sapientini, innumerevoli puzzle e svariate scatole di Lego, tra cui un maneggio e un’astronave (cavalli e spazio, due mie graaaandi passioni).
Poi si cresce, si capisce che Santa Lucia sono i genitori e la magia si perde. Non si mette più fuori il fieno con l’acqua e i biscotti, non si scrivono più letterine, nel mio caso almeno è rimasta immutata la richiesta di regali assurdamente brutti e inutili (per me un regalo DEVE essere inutile). Ai bambini cresciutelli si continua a “fare la Santa Lucia” ma non è la stessa cosa. Anche la città una volta si trasformava, ora non è più così. Mantova è di una tristezza unica, le bancarelle non so che fine abbiano fatto (ho visto delle casette in legno di fronte alle Poste, ma sembrano quelle che danno ai terremotati), le luci fanno schifo e c’è pieno di Babbi Natale appesi ai muri su quelle loro odiose scalette (ieri ne ho visto uno attaccato a un camper, no dico, a un camper!). A Verona invece hanno capito tutto, ma è inutile ribadirlo ogni volta.
Ho cercato una foto rappresentativa di Santa Lucia ma non ne ho trovate di mio gusto a parte questa. Santa Lucia, il pastorello (ci vuole una bella fantasia per chiamarlo pastorello, sembra Cugino It) e l’asinello (povero, in mezzo a ‘sti due). E’ che un po’ mi manca la Santa Lucia, è davvero un giorno che ricordo con piacere ma è anche un’inesauribile fonte di nostalgia.
ps. Santa Lucia è domani, ma la cosa magica non era il giorno del 13, ma la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Domani potrei scrivere qualcosa d’altro!
























dic 12, 2011 @ 22:03:36
oddio… sul pastorello che assomiglia al cugino It… sono sbroccata!!!!
ahahaha!!!
da me (Marche) Santa Lucia proprio non si festeggia, ci si limita a fare gli auguri alle persone con questo nome e bon! non avevo mai nemmeno capito dell’importanza che ha questa figura (e la tradizione ad essa legata) nelle regioni del nord fino a quando, l’anno scorso, la mia collega, che è trentina, non ha fatto altro che augurare Buona Santa Lucia a tutti!
comunque anche io, per qualsiasi ricorrenza, ho sempre desiderato ardentemente la villa di Barbie con piscina… mio zio mi ha regalato il centro commerciale di Barbie, perchè la villa costava troppo (e qui mi sorgono i dubbi… cavoli… pure il centro commerciale era bello grosso! mah!); ieri al Big Toys ho poi visto la mega casa di Barbie + la 500 di Barbie… beh, aveva ragione mio zio a dire che la casa di Barbie costava tanto già all’epoca (primi anni ’90… del resto io e te siamo quasi coetanee!)… ieri, l’abbinata di cui sopra, costava la bellezza di 319 euro! sai gli ereader che ti ci compravi!!!
dic 14, 2011 @ 07:13:00
No all’epoca non era una cosa così costosa (almeno quella che volevo io), il Game Boy come prezzo era all’incirca lo stesso (anzi, forse qualcosa in più)… boh! Forse i miei odiavano la Barbie.
dic 12, 2011 @ 23:32:04
io festeggio ancora santa lucia..a modo mio essendo veneziana..ma pur sempre con papà veronese che riceve ancora a sessantanni passati il piatto di santa lucia la mattina del 13

ogni anno vado a fare un giro per le bancarelle in piazza bra (in piazza dante e limitrofe son stupende, ma per niente tipiche) e ricevo un pensierino ancora dei miei..anche se ormai sempre e solo calzini..
oddio..si sta chinizzando come pochi ma a quanto pare il sindaco da quest’anno ha iniziato a far scelte oculate per tentare di tornare pian piano non dico all’origine ma almeno a qualcosa meno simile ad un grande mercato (o almeno questo dice mio zio)..
certo è che per me natale non esiste senza santa lucia, l’albero di natale pieno di addobbi improponibili, la letterina di natale (orbene sì..ho costretto tutti a farla da anni….), le pastafrolle, i brigidini..per me dicembre è stupendo, anche se da quando mancan i nonni non è più la stessa cosa, anche se mio fratello non vuole più esser svegliato col salto carpiato sul letto la mattina del 25, o comunque non mi sembra più il caso, anche se ho tre compleanni lo stesso giorno, ed uno più importante dell’altro..
il ricordo più bello comunque rimane la mia incredulità nel ricevere i regali di natale a santo domingo dagli zii..avevo neanche sei anni..e mi chiedevo come potesse sapere babbo natale che non ero a casa…
dic 14, 2011 @ 07:12:16
A me piace invece come i bambini abbiano poche incertezze in tal senso… insomma adesso da adulta so che è una cosa assurda, ma da bambina non avevo proprio alcun dubbio che ci fosse una santa cieca con il suo asinello e che consegnasse i regali…
dic 14, 2011 @ 11:37:52
io non ne ero certa perchè m’ero scordata di scrivere a babbo natale che andavo via un mese..
son certezze che mancano, perchè quella candida sicurezza rendeva tutto più magico ^^
dic 12, 2011 @ 23:45:22
Anche da me (che sono vicinissima a te) i regali li porta Santa Lucia, io però ero una bambina furba e avevo capito subito che erano i miei, cosa dimostrata dal fatto che “noi usciamo” e io e mio fratello “dove andate, veniamo anche noi!” e loro “no, voi non potete venire” e io giorno dopo scoprire i pacchi dentro all’armadio, raccontarlo ai compagni di classe e farne piangere qualcuno, hihi com’ero sadica!
dic 14, 2011 @ 07:10:15
Che stronzetta.
dic 13, 2011 @ 20:05:26
Santa Lucia *____*
dic 14, 2011 @ 07:08:51
Ghghgh. *.*
dic 13, 2011 @ 22:25:12
a me ha portato i cioccolatini..come ha sempre fatto. Io i regali non li chiedevo ne’ a lei ne a Babbo Natale perchè ero una babina cogliona… i miei han sempre dovuto inventare qualcosa. A me dispiaceva disturbare. Già.
Nonostante questo particolare ho sempre i ricordi delle mattine dei vari 13 di numerosi anni, seduta a tavola, coi miei, e sommersa di cioccolatini sbriluccicosi (ed un regalino…sempre più piccolo di quello di Babbo Natale).
Quest’anno mi hanno consegnato in anticipo una mega cesta piena di ogni bontà, per Padova…e due sacchetti per questi Padovani merdosi che non la festeggiano (oggi li ho acculturati).
Però mi mancavano parecchio oggi il mio tavolo ed i miei due vecchi *.*
Ora li chiamo va’.
Mi dispiace per la Barbie patpat
dic 14, 2011 @ 07:09:55
Immagino patpat
dic 14, 2011 @ 21:28:48
Ho sempre pensato che la festa di Santa Lucia fosse una festa scandinava!!! Non credevo si festeggiasse anche nel nord Italia. In Toscana la ricordiamo per il detto ” Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia “,per il resto è un giorno come un altro.
Non per me….perchè 26 anni fa,nella notte fra il 12 e il 13 ( poi rimasto 13 ) nacque la mia Chiara. Perciò per noi è un giorno particolarmente festoso ,ma è solo un caso!!!!
Mi ha fatto tanta tenerezza il tuo racconto. Dovevi essere così dolce nella trepida attesa dei doni della santa.
E quella magia,sento che non ti ha abbandonata.
Non avrai ricevuto la casa della Barbie,ma in compenso…quanta magia per quella notte. Quella non te la toglierà mai nessuno. Fa parte di te,è anche per questo che sei quella splendida persona che sei!